L’ACQUAMARINA

Tuffarsi in un bel mare limpido e trasparente, magari al largo di un isola caraibica, è provare un piacere immenso!
E’ la stessa sensazione che si prova guardando un acquamarina. Ed è proprio dal colore dell’acqua del mare che deriva il nome” acquamarina”, gemma che passa da un colore in cui prevalgono i toni azzurro-verdi, fino ad arrivare all’azzurro intenso.
L’acquamarina grezza si trova spesso in limpidi cristalli prismatici esagonali, ad elevata trasparenza, con colore solitamente uniforme.
Nei primi del ‘900, nello stato brasiliano di Minas Gerais, ed asattamente nella miniera di Papamel, venne trovato il più grande e famoso cristallo di acquamarina dello straordinario peso di 110 Kg.
Aveva dimensioni di circa 50 cm li lunghezza e 38 cm di diametro; era trasparente, con pochissime inclusioni e la maggior parte del cristallo presentava un bellissimo colore azzurro verde. Questo cristallo venne acquistato al prezzo di 25.000 US $, da due commercianti tedeschi di Idar Oberstein, i quali stimarono di poter ottenere da questo grezzo ben 200.000 ct. di gemme tagliate!
Attualmente è il Museo Americano di Storia Naturale a New York City che possiede una rimanenza di circa 6 Kg. di questo enorme grezzo, presumibilmente si tratta dell’unica parte non tagliata della splendida acquamarina detta Papamel.
Il corrente valore di mercato di questo grezzo è stato stimato di circa 25milioni di dollari! Certo si trattava di un cristallo eccezionale, ma non è infrequente trovare acquemarine grezze di grandi dimensioni, soprattutto se provenienti dal Brasile.
L’acquamarina più grande che si conosca appartiene ad un collezionista tedesco ed ha un peso di 2594 ct., ovvero ben 12970 g !!!
Ma, gemmologicamente parlando, cos’è l’acquamarina? Si tratta di una varietà del berillo, che chimicamente è di un silicato di berillo e il suo colore azzurro è dovuto ad impurità di ferro presenti nel reticolo cristallino.
Va considerato che poche acquemarine presentano all’origine una colorazione azzurra intensa. Molto spesso questo colore è derivato da un trattamento termico effettuato su pietre che presentano una forte componente gialla , tonalità che viene rimossa riscaldando queste gemme tra i 250° e i 720°, fino ad ottenere il piacevole colore azzurro che tutti conosciamo.
Come tutti i berilli, ha la tendenza ad essere una gemma fragile e quindi può fratturarsi anche se presenta una rispettabile durezza di 7,.5 - 8 nella scala di Mohs. Come inclusioni, le acquemarine possono spesso presentare inclusioni liquide con aspetto a velo ovvero fessure in cui sono rimasti intrappolati dei fluidi durante le fasi di crescita del cristallo; frequenti sono anche le bifasi, cioè piccole fessure che contengono assieme due stati della materia: una fase liquida ad una fase gassosa, sottoforma di bolla.
E parlando di inclusioni, non si può non accennare all’acquamarina milky, gemma presentata al mercato ormai da qualche anno. Il termine milky identifica delle acquemarine staslucide, dove la non perfetta trasparenza è derivata dalla presenza di numerose inclusioni che privano questa gemma della sua tipica limpidezza.
Va precisato comunque che “milky” è una definizione tipicamente commerciale e non gemmologica in senso stretto. Frequentemente ritrovabili nelle acquemarine sono anche inclusioni canaliformi disposte in modo parallelo tra loro, a volte in quantità totalmente elevata da generare il particolare fenomeno ottico del”gatteggiamento”.
Queste gemme solitamente con taglio cabocon mostrano sulla parte più arcuata della pietra una sottile linea luminosa, …simile alla pupilla dell’occhio gi un gatto”… che si muove al muovere della luce incidente.
Dove troviamo acquemarine nel mondo?
Oltre al Brasile, dove quattro principali distretti nello stato di Minas Gerais sono i produttori del maggior quantitativo di gemme di questo paese, altra fonte di splendide e grandi acquemarine sono i monti Urali, che dividono la Russia europea da quella asiatica. Altro paese è il Madagascar, che fornisce limpidi e splendidi cristalli azzurri, anche se quest’isola è particolarmente famosa per l’estrazione della morganite varietà rosa del berillo. Vanno ricordati anche il Mymnar ex (Birmania) e gli Stati Uniti (Maine, Connecticut, California).
Cristalli di acquamarina di solo valore da collezione, sono stati ritrovati in Italia all’isola d’Elba. Una problematica di vecchia data che riguarda l’acquamarina è la distinzione tra questa gemma e il topazio azzurro. Entrambi spesso possono presentare la stessa tonalità e situazione di colore, ed entrambi si presentano frequentemente con lo stesso tipo di taglio e questo aumenta le difficoltà visive di riconoscimento tra le due gemme. A volte possiamo notare, a vista, tonalità di colore azzurro-verde tipica dell’acquamarina, sfumatura che il topazio non presenta; inoltre l’acquamarina presenta una brillantezza superiore a quella del topazio azzurro.
Queste differenze di colore e luminosità sono sicuramente meglio rilevabili avendo le due gemme a confronto ed è certo che, se questo non fosse possibile, la distinzione ad occhio può diventare complicate.
Solo la strumentazione gemmologica può darci una risposta. Entrambe le due gemme sono birifrangenti, ovvero il raggio di luce che penetra all’interno di esse viene rifratto due volte, ma i valori dei loro indici di rifrazione risultano diversi e questi sono rilevabili con un rifrattometro.
L’acquamarina presenterà indice di rifrazione pari a circa 1.575 per l’indice minore e 1.581 per l’indice maggiore, mentre il topazio avrà indici, rispettivamente minore e maggiore, pari a circa 1.609 e 1.617.
Altra pietra con cui viene spesso confusa l’acquamarina è lo spinello sintetico azzurro, ovvero l’esatta riproduzione di laboratorio del corrispettivo naturale, lo spinello.
Lo spinello sintetico si presenta di colore azzurro, ma spesso si nota una tipica sfumatura grigio metallica, assolutamente non riscontrabile nelle acquemarine e neanche nei topazi. Anche in questo caso però la strumentazione gemmologica è risolutiva e in modo più semplice rispetto al topazio, in quanto lo spinello sintetico è una gemma nonorifrangente, e non birifrangente. Questo significa che avrà una sola rifrazione, e quindi un solo indice di rifrazione, pari a 1.730 circa, valore inoltre nettamente diverso da quello da quelli dell’acquamarina e del topazio. Tutte e tre queste gemme inoltre presentano densità diverse, quindi anche la rilevazione di questo dato, con l’utilizzo di una bilancia idrostatica e nel caso in cui la pietra sia priva di montatura, potrebbe essere determinante per effettuare la diagnosi.
...E con la voglia di mare, sulla spiaggia quest’anno potremmo sbizzarrirci ad indossare acquemarine magari con taglio a smeraldo, taglio classico per questa gemma, perché ne esalta limpidezza e trasparenza. E se le signore vorranno abbagliare il vicino di ombrellone, potranno farlo con una gemma dal taglio brasiliano, o meglio ancora con un bellissimo paio di orecchini con due gocce a taglio briolette e azzurre come il mare. E non dimenticate che l’acquamarina è utile per... “far cessare le tempeste e le più violente ondate di mare”…soprattutto se si incide sulla gemma la figura di Poseidone, come svela l’antico Lapidario Nautico.
...E’ lucente, limpida e chiara... ...ed è la pietra della salute e degli occhi, del successo, dell’amore e della seduzione...”